Bonus 600 euro ai cinque parlamentari: lo “scandalo” giusto nel momento giusto

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Di Ilario Maiolo – Si avvicina sempre più la data del referendum confermativo per la riduzione dei parlamentari e l’Inps, tra un ritardo nell’erogazione della cassa integrazione e un maxi stipendio per i suoi vertici, ha deciso di annunciare, tramite i maggiori Media, lo “scandalo” che vedrebbe coinvolti 5 parlamentari che hanno richiesto il bonus per le partite iva.

Questo dato, da fonti di stampa, pare che sia già in mano agli addetti ai lavori da fine Maggio, ma visto lo slittamento della propaganda sul referendum, questo dato è sfuggito solo ora dagli uffici INPS. Le prime parole annunciate dall’istituto sono che ci sarà il più totale rispetto della privacy e quindi non si faranno direttamente i nomi. Un ovvietà trascurabile visto che, per come è stata formulata la richiesta in fase di stesura di legge, non c’è nulla che violi la legge, non sono soldi rubati a nessuno ma bensì tutto in regola.

Sempre per quanto riguarda la questione privacy quindi, l’unica violazione è fatta proprio dall’istituto stesso dato che non essendo stata violata nessuna legge dai parlamentari, non ci sarebbe stato nessun motivo di dover puntualizzare questa richiesta mettendo in cattiva luce un sistema come il parlamento che si accinge ad un referendum che potrebbe cambiare la costituzione privando di una degna rappresentazione il nostro Paese.

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