Il silenzio delle mascherine di Zingaretti e il rumore assordante dei camici di Fontana

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(di Ilario Maiolo) – Sui social e nei telegiornali si scatenano le continue denunce sull’inizio delle indagini riguardanti delle presunte “donazioni” di camici a carico della Regione Lombardia, affidate al cognato del presidente Fontana. La procura di Milano sta indagando per “Frode in pubbliche forniture”. Questo viene imputato perché a fronte di una donazione di camici da parte della Dama Spa, in seguito si è aggiunto un bonifico dal conto privato svizzero del presidente verso la società del cognato (azionista di Dama Spa), in modo da ripagare, almeno in parte, la fornitura. Proprio per questa motivazione non risultano movimenti da parte della regione verso la società imputata.

Nel centro Italia invece troviamo una situazione analoga ma con una risonanza minore. Il presidente della regione Lazio, nonché segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, acquistò, grazie all’intermediazione della Protezione civile, una fornitura di mascherine per un ammontare di 14 milioni di euro da una società di elettronica, la Eco.tech. La problematica principale si ha già nella scelta della società per la produzione delle mascherine. Società non esperta in questa tipologia di produzione e quindi praticamente impensabile diventa credere che possa fornire mascherine per 14 milioni di euro in piena emergenza sanitaria.

Detto ciò le mascherine, ad oggi fine luglio, non si sono ancora viste, così nemmeno non si è ancora vista nessuna pratica riguardante la restituzione della somma versata dalla regione (soldi dei cittadini e non del presidente nel caso della Lombardia). La battaglia, a differenza della regione Lombardia, per la restituzione dei soldi, non sta avvenendo per vie legali con l’apertura di un’inchiesta, bensì tramite scontri e silenzi in consiglio regionale. Questa discrepanza e questo utilizzo di due pesi e due misure può portare ad una ulteriore perplessità sulla fiducia alla magistratura che, dopo il caso Palamara, si trova già mediaticamente punita.

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