Migranti, Luisa Ranieri: “In loro vedo gli occhi dei nostri nonni”

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Ancora una fiction tv che prova ad inculcare negli italiani il discutibile parallelo tra emigrati italiani, che andavano richiesti in territori spopolati dove tutti erano emigrati come le Americhe, con gli immigrati irregolari che pagano migliaia di euro per salire sui barconi e vivere nelle strutture messe a disposizione del Governo, con vitto, alloggio e pocket money finanziati dai contribuenti italiani.

Ne La vita promessa, uno sceneggiato Rai firmato da Ricky Tognazzi, la protagonista è Carmela interpretata da Luisa Ranieri che la descrive così: “È una che prende i suoi figli e si imbarca in cerca di una speranza, una donna che sbaglia molto, egoista, possessiva, molto lontana da me ma anche una donna che ama molto. Una donna per ricordarci che anche noi eravamo poveri migranti, cosa che troppo spesso oggi ci dimentichiamo. In loro vedo gli occhi dei nostri nonni”. (Leggilo.org)

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6 thoughts on “Migranti, Luisa Ranieri: “In loro vedo gli occhi dei nostri nonni”

  1. praticamente una cretinotta allo sbaraglio. Bravi gli italiani che paragonano i nostri costruttori di civiltà con il popolo della selva africana e o i musulmani che odiano i cristiani. Se non si è stupidi , poco coi manca

  2. Avete rotto il cazzo co ste bufale di immigrati e clandestini…non avete altri argomenti e interessi nella vita voi ignoranti, analfabeti, mediocri, ottusi.. cervelletti da gallina…

  3. Un accostamento simile è offensivo per i milioni di italiani che partivano già con il lavoro che li aspettava a centinaia di metri sotto terra (miniere di carbone, fonderie o galvaniche) senza il benché minimo aiuto tipo vitto e alloggio in albergo, ma il più delle volte baracche nei pressi delle miniere. Non aggiungo altro ….. solo che essendo io figlio di migranti e italiano nato all’estero posso testimoniare tanto, non lo faccio ritengo che non siano assimilabili per tanti motivi storici, sociali, ecc …… ma lei signora non può dire “in loro vedo gli occhi dei nostri nonni” perché io ho visto gli occhi dei miei genitori dei miei nonni e dei miei zii e le assicuro non sono gli stessi sguardi …. parli di cose che conosce personalmente e realmente, …. non faccia l’attrice anche per una cosa troppo seria per essere banalizzata con una frase ad effetto ….

  4. E una vergogna paragonare questi per il passato dei nostri nonni e padre loro dormivano in barche e si lavavano fuori anche se c’era neve ma lavoravano non era albergo si lavorava fino a 12 ore al giorno per favore non scrivete più CAZZATE E loro erano in Europa e non fuori dal Europa solo emigrati

  5. Per prima cosa, chi scrive è una persona rozza e volgare: si può non essere in accordo ma non si può certo dire “fai schifo”…se l’interessato le desse del “pezzo di merda”, cosa direbbe? Ciò detto, in altre nazioni non sono andati soltanto dei “laboriosi emigranti” soltanto…………; mi sembra pur vero che potrebbe anche esserci un piano volto a ricattare i nostri lavoratori (e sarebbe il capitalismo liberista a ricattare i lavoratori, non certo pericolosi cospiratori); di tutto ciò gli africani non hanno per niente colpa ma sarebbero la carne da macello del xxI° secolo, così come lo sono sempre stati, della schiavitù, del colonialismo, dei vari protettorati ed infine delle nostre multinazionali ma sempre delle VITTIME senza colpa alcuna; li si fa scappare dal loro ricchissimo continente, forse per inconfessabili ma certo abominevoli motivi. Se parliamo in “pappagallesco” oppure in maniera superficiale potremmo dir tutto ma, se vogliamo pensare un po’ potremmo andare oltre luoghi comuni, stupidi, demenziali, e cominciare seriamente a porci delle domande sui veri autori, sui veri motivi per cui sti popoli africani son costretti a scappar via dal loro ricchissimo continente, senza il quale, RICORDIAMOLO non disporremmo delle materie prime con cui costruire la nostra realtà industriale

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