Prodi torna a ribadirlo: “Impossibile fare a meno dell’Unione Europea”

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Dopo averla criticata nei giorni scorsi, dicendo sostanzialmente che questa Europa, dinanzi all’emergenza sanitaria, non ha strategie, ora Romano Prodi torna a spendere parole al miele nei confronti dell’Unione Europea.

Ospite, in collegamento da casa, di Piazza Pulita, il liquidatore dell’industria pubblica italiana risponde così alle domande di Formigli che gli chiedeva un parere sulla linea finora adottata dalla Comunità: “L’Europa non è solo un fatto di finanziamento: è un mercato comune. E noi pensiamo davvero di poterci estraniare dal resto dell’Europa ed esportare i nostri beni negli altri paesi europei?”. Lo riporta Il Giornale.

Quindi, continuando nel suo “ragionamento”, l’ex primo ministro della Repubblica italiana sostiene che noi dovremmo impegnarci per “rendere l’Europa più solidale, però senza estraniarci”.

Ciò detto, l’ex presidente della Commissione ammette gli errori degli vertici dell’Ue, tra Bruxelles, Strasburgo e Francoforte (sede della Bce), e di come sia stata netta la spaccatura fra i Paesi UE del Nord e quelli del Sud, fra austerity e richieste di maggiore flessibilità.

Su questo versante, l’economista dice: “La Commissione ha messo a disposizione 100 miliardi per un sussidio di disoccupazione a livello europeo. Mettere insieme i sussidi di disoccupazione significa cominciare a fare una politica sociale coordinata”.

Prima di congedarsi, il creatore del Partito Democratico dà il suo commento su quelli che sono e che saranno i cambiamenti sociali ed economici innescati dalla crisi mondiale provocata dalla pandemia di Coronavirus, difendendo comunque la globalizzazione: “Io dico: guai a cambiare la globalizzazione, che comunque ha permesso di dare da mangiare a 2 miliardi di persone. Per questa ragione penso che bisogna sì correggerla, ma non abolirla”.

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