Sindaco di San Ferdinando: “Migranti rifiutano il pranzo, volontari minacciati”

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“L’emergenza sanitaria che ha interessato tutta l’Italia e la paralisi produttiva che sta affliggendo il nostro territorio ha prodotto delle situazioni di disagio e di indigenza anche all’interno della Tendopoli, i cui ospiti non possono recarsi al lavoro e non hanno, pertanto, nessuna capacità di spesa per provvedere ai bisogni alimentari”. E’ quanto afferma in una nota Andrea Tripodi, sindaco di San Ferdinando (Reggio Calabria).

“Questo aspetto – prosegue il primo cittadino – unito alla necessità di attuare tutte le misure di prevenzione (distanziamento sociale, quarantena, igiene) utili a scongiurare qualunque pericolo di contagio anche presso la popolazione migrante, ha suggerito di attivare un servizio di somministrazione di pasti all’interno del campo”.

“A questo risultato, non scontato e non facile, si è arrivati grazie alla operosa attenzione dell’assessore Nino Spirlì, vicepresidente della Giunta Regionale, che ha raccolto le sollecitazioni delle amministrazioni comunali unitamente a quelle delle associazioni di volontariato, le quali si erano dichiarate disponibili a contribuire al successo dell’iniziativa”.

“Oggi, come già ampiamente già annunciato dalla stampa, avrebbe dovuto avere inizio il suddetto servizio. La reazione degli ospiti della Tendopoli – aggiunge – di fronte alle cucine della Protezione Civile e al fervore dei volontari, è stata molto diversa – anzi opposta – rispetto alle attese”.

“Si è assistito infatti da parte di un gruppo di facinorosi, ad un incomprensibile e inatteso rifiuto del servizio di mensa, accompagnato da atteggiamenti minacciosi e provocatori che invece di essere circoscritti e neutralizzati, venivano tollerati da una maggioranza silenziosa e passiva”, fa sapere il sindaco Tripodi.

“Non esito a definire sconcertante e tristissimo questo episodio che, vanificando tutti gli sforzi fin qui profusi per garantire – pur tra mille difficoltà – condizioni di vivibilità e di sicurezza per i migranti e per tutto il territorio, testimonia la complessità del fenomeno migratorio, attraversato anche da limiti e da contraddizioni”.

“Sarà necessario avviare una riflessione su quanto è accaduto, senza negare la gravità di comportamenti a cui è doveroso reagire con fermezza ma determinati a evitare qualunque demonizzazione sommaria, attenti a proteggere sempre gli ultimi e chi vive una condizione di vulnerabilità”, conclude. Lo scrive Stretto Web.

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One thought on “Sindaco di San Ferdinando: “Migranti rifiutano il pranzo, volontari minacciati”

  1. Basterebbe colpire i facinorosi con proietti anestesizzanti, come si fa per la cattura degli animali pericolosi (naturalmente sotto il controllo di esperti veterinari), prelevarli e rinchiuderli in recinzioni sicure, dotate di lunghi truogoli per l’alimentazione e abbondanti abbeveratoi oltre ai necessari pozzi settici. Per l’igiene intima consiglierei alcuni alberi ricchi di fogliame.

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