Taglio parlamentari: la totale disinformazione sul «Sì» al referendum

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(Di Ilario Maiolo) – I grillini tornano alle origini portando a votazione, col referendum confermativo, uno dei loro cavalli di battaglia, il taglio dei parlamentari. La mancata informazione su questo evento e il pericolo di minare fortemente sulla nostra democrazia e Costituzione, sta frenando la campagna elettorale su entrambi i fronti. Il taglio che porterebbe da oltre 900 parlamentari a 600 avrebbe una incisione del circa 0,005 percento del PIL, difatti si avrebbe un risparmio lordo di 100 milioni all’anno sulla nostra spesa pubblica. Spiccioli.

Secondo uno studio, al netto, un italiano guadagnerebbe all’incirca un caffè all’anno se questa riforma dovesse passare. La nostra democrazia e la nostra rappresentanza valgono meno di un caffè all’anno? Basti pensare che la redistribuzione regionale porterebbe ad eleggere 1 senatore nei seggi calabresi con un minimo di oltre 330mila preferenze e 1 senatore del Trentino Alto Adige con 170mila preferenze, dato sconcertante visto che la popolazione calabrese è maggiore di quella del Trentino ma in ogni caso si vedrebbero lo stesso numero di rappresentanti al governo (6).

Questa riduzione inoltre porterebbe ad una maggiore esposizione dei leader politici con sempre più poteri su un numero molto più gestibile di parlamentari. Il rischio è di trovarsi in mano a leader guidati da grandi lobby e multinazionali che come cita strisciarossa.it: “Questa trasformazione, però, potrebbe portare alla fine della democrazia rappresentativa e alla nascita di un “grande fratello” orwelliano diretto dalle grandi potenze industriali che hanno l’obiettivo di svilire (ulteriormente) i diritti sociali garantiti dalla nostra Costituzione”.

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