Tito Boeri propone un reddito per i migranti: “Sono persone alle quali dobbiamo per forza pensare”

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Le soluzioni per quella che sarà una emergenza economica che non ha precedenti si stanno rincorrendo. Il problema legato al Coronavirus ci sta facendo capire che lascerà non pochi strascichi e tutti i personaggi più in vista del Paese, per quanto concerne il settore economico, stanno proponendo una ricetta per venirne fuori.

Tra questi figura Tito Boeri, ex Presidente dell’INPS nonché direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento. Per intenderci quello che dice che i migranti ci pagano le pensioni. E anche in questo caso il parere di Boeri, esternato nel corso della trasmissione Otto e mezzo, condotta da Lilli Gruber, ha lasciato più di qualche perplessità. Lo riporta Il Secolo Trentino.

Confindustria prevede un -6% su base annua, il che vuol dire in termini di disavanzo pubblico un -7 o addirittura -8%. In questo momento – dice Boeri – la cosa più importante è aumentare la nostra capacità produttiva e lavorativa. Sfruttiamo al massimo il potenziale del telelavoro, anche se molte aziende già si sono mosse in questa direzione. In Italia circa il 33% dei lavori può essere fatto a distanza e non dobbiamo dimenticare che il primo problema che abbiamo oggi si pone dal lato dell’offerta, ovvero della nostra capacità di continuare a produrre”.

“Bisogna però tappare anche quei buchi che sono rimasti nel decreto di marzo, raggiungendo tutte le famiglie e le persone che oggi sono in Italia, compresi i lavoratori in nero e gli stranieri regolari” ha proseguito l’ex Presidente dell’INPS. “Bisogna dare a tutti un reddito, un sostegno in questo momento: è fondamentale per la nostra economia per non aggiungere a una crisi dell’offerta anche una crisi della domanda”.

Positivo il suo giudizio sull’operato del Governo: “Credo che si stiano facendo le cose giuste, ma bisogna arrivare a tutti. Certo non è semplice, in altri Paesi hanno avuto molta difficoltà. Noi nel primo provvedimento avevamo lasciato fuori una serie di categorie, come le badanti. Loro, come gli immigrati e i lavoratori in nero, sono persone alle quali dobbiamo per forza pensare”.

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