Torino, mille italiani per 70 posti da braccianti respinti: “Preferiamo gli stranieri”

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Mille cittadini del territorio vogliono lavorare come braccianti nei campi agricoli. Sono disoccupati, cassaintegrati, percettori di reddito di cittadinanza, per l’85% italiani, la maggior parte piemontesi, e gli altri immigrati regolari. Ma i posti disponibili sono appena 70, messi in palio da sole 5 aziende agricole. Secondo queste aziende, gli immigrati “sono già esperti, conoscono le dinamiche delle aziende in cui lavorano e soprattutto conoscono bene sudore e fatica dei campi“. A rivelarlo è il Corriere della Sera.

A leggere in controluce i dati del portale IoLavoro in agricoltura, lanciato online il 28 aprile dall’Agenzia Piemonte Lavoro, emerge con forza lo spaccato di un’agricoltura davvero alla frutta. In balia del braccio di ferro tra i partiti politici, dal «regolarizziamo 600mila immigrati», al «prima diamo lavoro agli italiani» della Regione Piemonte espresso per voce dell’assessore Marco Protopapa. Imprese che però sembrano restie a ingaggiare i disoccupati italiani. Perché dovrebbero pagarli. Altro che sanatorie e regolarizzazioni.

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