Vauro: “Morti di Coronavirus? Come i migranti sui barconi”

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Il Coronavirus? Come i barconi dei clandestini che affondano nel Mediterraneo, dice Vauro Senesi in una bizzarra intervista sintetizzata dal quotidiano Libero. “Non ho mai capito bene questa storia dei limiti, sia in periodi drammatici sia in altri periodi – argomenta – tra l’altro ogni periodo ha la sua drammaticità questa è solo una tragedia che ci riguarda da vicino ma non è di certo la prima tragedia”. Per esempio, continua il vignettista, “ci sono tragedie alle quali siamo abituati e non consideriamo tragedie. Il mar Mediterraneo è diventato una fossa comune e non la viviamo come una tragedia”, conclude.

Certo, l’ottantenne che muore soffocato e solo in ospedale come l’immigrato che per raggiungere il continente europeo deve sborsare fiori di quattrini e annega. Un confronto assai discutibile.

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3 thoughts on “Vauro: “Morti di Coronavirus? Come i migranti sui barconi”

  1. QUESTI ACCOGLIONI, PACIFINTI.. AVESSERO DONATO 1 EURO DEL LORO STIPENDIO X AIUTARE L’S. O. S. X IL CORONAVIRUS.. E PENSARE CHE QUESTO “SIGNOR??!! VAURO LO PAGANO PURE X VOMITARE CONTINUAMENTE ODIO X GLI ITALIANI. XC INVECE DI INUTILI PAROLE DA’ L’ ESEMPIO E VA AD AIUTARE QUESTE PERSONE IN AFRICA?! MAGARI… DONANDO ANCHE IL SUO STIPENDIO NO?!

  2. Ma è proprio uno schifo. Vauro, chi crede di essere ? Ho sentito ubriachi dire cose più sensate. Ma perchè lo invitate ? Vauro io non gradisco più sentirlo.

  3. • Il clandestino, strafottendosene delle leggi, sborsa un bel po’ di quattrini (con i quali al ‘paesiello’ si sarebbe comprato un’attività) per arrivare IN TUTTA SICUREZZA (e illegalmente in Italia), dove potrà godere di vitto, alloggio, cicchine, avvocato e scheda telefonica per dire a mammà che presto gli manderà i soldini, guadagnati fregandosene delle leggi: contrabbando, spaccio e altri ameni intrallazzi. Il tutto, godendo dei servizi sanitari e di una impunità che il ‘paesiello’ natio, col cavolo gli avrebbe offerto. Possibilità di annegare? Naa! infinitamente inferiori che morire di aids, di ebola, tubercolosi o con una coltellata nel petto (sport nazionale tra i ragazzotti africani). Un affarone per tutti i figliocci viziati e scapestrati della borghesia africana, ai quali l’impegno e il duro lavoro non si confaceva quanto le scarpe Nike.
    • Il povero vecchio che muore negli ospedali, ha fatto sacrifici per una vita, ha pagato le tasse, mantenuto figli e nipoti e rispettato le leggi. E ora muore da solo, forse male assistito e con l’unica colpa di aver respirato.

    Sì, proprio la stessa cosa, preciso preciso. A Vauro andrebbe dato il premio strafottenza… o due labbrate.

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